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Le conseguenze di arbitraggi e asimmetrie regolamentari sull’approccio al rischio delle banche europee

La regolamentazione finanziaria internazionale si è dimostrata negli anni successivi alla crisi del 2007/08 non adatta ad una gestione ordinata delle situazioni di difficoltà , dopo aver evidentemente fallito nella prevenzione contro l’eccessiva assunzione di rischi. In questo quadro i paesi dell’Area euro hanno incontrato difficoltà  peculiari data l’assenza di un tessuto regolamentare omogeneo e coordinato.

Gli interventi attuati dal policy maker europeo e internazionale, vista anche l’urgenza legata al bisogno di dare risposte che tranquillizzassero i mercati finanziari, non sono stati in molti casi efficaci ed efficienti.

In particolare, le diverse modalità  di implementazione a livello di singolo paese europeo, anche alla luce delle differenze in termini di modello di business bancario, hanno determinato l’emergere di nuovi arbitraggiregolamentari e di asimmetrie di trattamento dei rischi bancari.

In taluni casi, le modifiche regolamentari attuate nel periodo post-crisi potrebbero essere alla base di futuri problemi per la stabilità  finanziaria europea e internazionale.

Date queste premesse, questo studio è funzionale all’individuazione dei principali rischi connessi con l’attuale impianto regolamentare che il Parlamento Europeo dovrebbe considerare al fine di porre in atto degli adeguati rimedi.

Nello specifico, nel primo capitolo sono state considerate le asimmetrie regolamentari derivanti dai requisiti minimi di capitale, con specifico riguardo a quelle derivanti dalla recente riforma di Basilea III (cosiddetta Basilea IV) relativamente alla ponderazione per il rischio e ai modelli IRB. Sono state inoltre analizzate le eccezioni nazionali previste dal regolamento (UE) 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (CRR) e dalla direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (CRD IV), valutando anche gli effetti degli Institutional Protection Schemes (IPS) particolarmente diffusi in Germania e Austria.

Al capitolo 2 sono state considerate le asimmetrie connesse all’impianto regolamentare nel suo complesso e alle prassi di vigilanza. Nello specifico, sono state descritte le caratteristiche e la diffusione delle norme discrezionali su base nazionale presenti in Europa. Inoltre, è stata analizzata la rischiosità  delle banche europee in base al modello di business adottato, confrontando in particolare il modello di business rivolto alla finanza rispetto a quello fondato sull’attività  creditizia. Infine, sono stati valutati gli impatti sulle banche italiane dell’implementazione del cosiddetto addendum della BCE in tema di crediti non performanti.