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L’Avversione dell’UE e di Juncker per la Democrazia: Evidenza Empirica

Campione di despotismo, un personaggio che alla storia passerà come uno dei più grossi criminali dell’epoca moderna, colui che ha promosso e avvallato non solo i provvedimenti che hanno affossato e distrutto l’Europa e messo sul lastrico i suoi cittadini, cancellando i diritti più fondamentali come quello al lavoro, alle cure sanitarie, alla pensione e all’istruzione, ma soprattutto come promotore di un metodo di governo tecnocratico e totalmente anti-democratico, basato sul fallimentare mercantilismo e sul neoliberismo più sfrenato, a favore dei grandi capitali e totalmente contrario alla tutela dei diritti fondamentali.

Questo è Jean-Claude Juncker, attuale presidente della Commissione (organo tecnocratico non eletto da nessuno) e ex-presidente dell’Eurogruppo (organo tecnocratico non eletto da nessuno e i cui poteri non sono normati chiaramente dai Trattati UE) durante la stagione dell’austerità, dei (finti) piani di salvataggio in Grecia e del salvataggio dell’euro a qualsiasi costo.

Bene, questo burocrate non eletto da nessuno, che si è macchiato dei peggiori crimini contro i cittadini europei, nel silenzio totale di una domenica di inizio gennaio, con il suo collaudato metodo anti-democratico, mette sotto la lente di ingrandimento e sotto osservazione le politiche di un governo UE democraticamente eletto dal suo popolo: quello polacco. Posso immaginare che a Juncker e ai criminali dell’UE non vada giù chi la pensa diversamente da loro, chi mina il loro folle progetto UE/Eurista, chi non si prostra davanti alla dittatura dei mercati, al “ce lo chiede l’Europa” e alla supremazia del capitale sul lavoro. Hanno già dimostrato ampiamente che loro stanno sopra alla democrazia, alle decisioni del popolo, che quando qualche governo non riga dritto mettono il fantoccio di turno e inseriscono il pilota automatico: in Italia nel 2011, quando un governo democraticamente eletto è stato destituito nel nome dei mercati, in Grecia con tre “piani di salvataggio”, in Spagna con le “riforme”, ecc.

Non entro nel merito dell’operato del neo-eletto governo polacco: constato solo che mi pare un gran paradosso che la Commissione Europea, organo tecnocratico non eletto da nessuno e che ha enormi colpe della disastrosa situazione europea, si permetta di mettere sotto osservazione le politiche di un governo nazionale eletto legittimamente dai cittadini. Ma non dobbiamo stupirci ripeto, perché questa è l’UE. E a Juncker deve rodere ancora di più questa situazione, perché se con i Paesi dell’Eurozona ha in mano le armi del debito e le stringenti regole e ricatti della moneta unica per costringere governi democraticamente eletti a portare avanti politiche auto-distruttive, con Paesi UE fuori dall’Euro questo è molto più difficile. Lo è con l’UK, lo è con la Polonia e lo è con gli altri Paesi che hanno capito che dentro l’eurozona si muore, quindi, qualsiasi cosa dicano i Trattati UE, meglio rimanerne lontani. E meglio rimanere lontani anche dall’UE, visto che probabilmente la Polonia chiederà le stesse esenzioni (opt-out) dalle regole europee che governo UK negozierà per fare campagna pro-permanenza UE durante il prossimo referendum.

Questa è un’altra dimostrazione di come l’UE eurista sia completamente antidemocratica, un regime pseudo-dittatoriale al servizio della grande finanza che è pronta ad eliminare con tutti i mezzi qualsiasi ostacolo al loro folle progetto. Prima capiamo che dentro questa inutile infrastruttura politica anti-democratica e auto-distruttuiva non c’è futuro, prima saremo in grado di avere in mano gli strumenti per uscire da questa crisi che non è solo economica, ma soprattutto socio-politica.