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Come il Bail-in sta Disintegrando il Sistema Bancario e i Risparmi: Evidenza Empirica di Inizio 2016

L’entrata in vigore del bail-in nei vari paesi europei è stata accompagnata da “spiacevoli” inconvenienti strettamente correlati alla normativa in questione (Banking Resolution and Recovery Directive – BRRD). I primi giorni dell’anno vengono di solito impiegati dalle banche per fare provvista di denaro fresco in un mercato in cui i tassi sono solitamente bassi. Le banche ne approfittano per “mettere fieno in cascina” per l’anno che verrà. Ma mentre nella prima settimana del 2015 furono raccolti sul mercato obbligazionario dalle banche oltre 16,5 miliardi di dollari con emissioni in varie valute, e nel 2014 ben 18 miliardi, quest’anno la raccolta è stata ZERO. È la prima volta dal 2008 che succede.

Cos’è accaduto? E’ accaduto quello che noi avevamo già preventivato nell’autunno 2014 durante la prima audizione del neo Commissario Europeo alla Regolamentazione Finanziaria Hill: la BRRD e il bail-in non solo non renderanno più sicuro ed efficiente il sistema bancario, ma sortiranno l’effetto opposto portando instabilità e volatilità, l’uscita dal mercato delle piccole banche e infine l’esproprio dei risparmi dei cittadini. Lo stesso Draghi aveva avvertito in una lettera dell’estate 2013 l’allora commissario Almunia dei pericoli che l’azzeramento degli obbligazionisti nelle risoluzioni bancarie avrebbe portato.

A dicembre 2015 abbiamo avuto un assaggio di quello che accadrà. Sono scoppiati i casi della banca portoghese Novo Banco e delle quattro piccole banche italiane. La Banca centrale portoghese, nel caso del salvataggio di Novo Banco (la “Good Bank” risultante dalla risoluzione tramite bail-in parziale della banca BES), ha violato il principio del “Pari Passu”, una clausola standard presente nei prospetti di tutte le emissioni obbligazionarie, in base al quale tutti gli obbligazionisti della stessa categoria hanno uguali diritti di essere rimborsati. Tuttavia la banca centrale portoghese ha arbitrariamente scelto solo cinque emissioni obbligazionarie senior e le ha spostate nella Bad Bank di BES, arrecando ai sottoscrittori una perdita pari al 90% del capitale. Una cosa gravissima che non era mai accaduta prima. Fortunatamente i bond colpiti erano in mano a investitori istituzionali come Blackrock e Pimco e quindi i risparmiatori verranno toccati solo in maniera indiretta. Pimco tra l’altro ha già iniziato una battaglia legale in merito a questa decisione che vede coinvolta anche la BCE.

Il mercato delle obbligazioni europeo è così virtualmente paralizzato come effetto del panico diffusosi tra gli investitori Si sta diffondendo l’idea che i regolatori e le autorità di governo, in momenti di crisi, siano i primi a cambiare o passare sopra alle regole che loro stessi devono garantire. Ecco alcune frasi contenute nei report di alcune banche d’affari: “Gli investitori dovrebbero rivalutare la loro esposizione verso le obbligazioni bancarie, particolarmenre quella verso banche fragili”, oppure “La principale lezione è che queste misure aggiungono incertezza sul mercato delle obbligazioni bancarie, già penalizzate dalla BRRD”.

Le obbligazioni bancarie hanno perso valore su tutti i fronti, dalle più garantite a quelle più a rischio di essere espropriate, i cosiddetti “bail-in bonds” che le banche hanno dovuto emettere in conformità alle nuove regole.

Il gruppo bancario Santander, la più grande banca dell’eurozona per capitalizzazione di mercato, ha dovuto ritirare le già programmate emissioni obbligazionarie la scorsa settimana, perché non c’era mercato o perché c’era ma a tassi d’interesse (e quindi costi) troppo alti. Il mercato continuerà ad essere “freddo” riguardo ai tentativi delle banche di piazzare altri “bail-in bonds”. Ora gli investitori inizieranno a prezzare il rischio, che prima praticamente non esisteva per le obbligazioni bancarie, di vedere il proprio capitale azzerato.

Il risultato della direttiva bail-in – come abbiamo visto in Italia con l’applicazione parziale sulle quattro piccole banche – è la destabilizzazione del sistema finanziario volto all’esproprio dei risparmi dei cittadini, ovvero il contrario di quanto a parole si prefissava di fare. Una destabilizzazione che arriva anche dalla totale assimetria della Banking Union (Unione bancaria) che è un provvedimento nato zoppo e che morirà zoppo, visto il nein della Germania ad un sistema unico di garanzia dei depositi bancari. L’Unione Europea attualmente impone una risoluzione delle banche in dissesto tramite bail-in ai danni dei risparmiatore, ma nel contempo non fornisce una tutela nemmeno per i depositi. La garanzia depositi europea è bloccata in Consiglio (dalla Germania) e le garanzie interbancarie nazionali sono assolutamente insufficienti per far fronte a una vera crisi bancaria sistemica come abbiamo spiegato ieri in un post relativo al Fondo Interbancario di tutela dei Depositi. Risultato: i nostri risparmi non sono al sicuro. In tutto questo anche ieri il PD in UE, tramite le dichiarazioni dell’eurodeputato Gualtieri, ha difeso a spada tratta il bail-in, cioè l’esproprio dei risparmi dei cittadini, come accaduto ad Arezzo, a Ferrara, nelle Marche e a Chieti, e come purtroppo accadrà ancora grazie a questo provvedimento criminale. Sta succedendo ora: con il bail-in si crea il panico, i correntisti ritirano i soldi dalle banche, i costi di provvista delle banche grandi aumentano mentre gli investitori istituzionali stanno alla larga dalle banche piccole, che avranno difficoltà a finanziarsi sul mercato e quindi andranno in difficoltà e poi via di bail-in. E sarà il caos