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Accordo con Turchia su Migranti: l’Incapacità dell’UE di risolvere le Crisi

L’accordo di massima UE-Turchia, raggiunto Lunedì, è stato negoziato in sostanza da due Paesi ovvero Germania e Turchia che hanno subordinato completamente il resto dei Paesi europei, come sempre accade in UE, si sono dimostrati incapaci e impotenti nelle trattative e ancora una volta si sono piegati alla volontà della regina d’Europa Merkel.

 

Per capire di cosa stiamo parlando vi riassumiamo la bozza di accordo di massima raggiunto in punti:

• Far rientrare, a spese dell’UE, tutti i nuovi migranti irregolari che hanno compiuto la traversata dalla Turchia alle isole greche;

• Far sì che, per ogni siriano che la Turchia riammette dalle isole greche, un altro siriano sia re-insediato dalla Turchia negli Stati membri dell’UE, nel quadro degli impegni esistenti;

• Accelerare l’attuazione della tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti con tutti gli Stati membri in vista della soppressione dell’obbligo del visto per i cittadini turchi al più tardi entro la fine del giugno 2016;

• Accelerare l’erogazione, per assicurare il finanziamento di una prima serie di progetti entro la fine di marzo, dei 3 miliardi di EUR inizialmente stanziati e prendere una decisione in merito a un ulteriore finanziamento destinato allo strumento per i rifugiati siriani;

• Prepararsi alla decisione di aprire quanto prima nuovi capitoli dei negoziati di adesione sulla base delle conclusioni del Consiglio europeo dell’ottobre 2015;

 

Nel caso l’accordo fosse concluso, sarebbe da considerarsi disperato sotto molti punti di vista.

Né la Turchia, né l’UE sembrano, politicamente e strutturalmente, capaci di rispettare i patti.

La Slovenia, subito dopo l’accordo, ha chiuso le frontiere scatenando una reazione a catena da parte di Macedonia, Croazia e Serbia. Di fatto la rotta dei Balcani è stata chiusa. Fonti diplomatiche autorevoli pongono ora l’accento sul pericolo di apertura del canale adriatico Montenegro/Albania – Puglia: gli scafisti si stanno già organizzando e la criminalità organizzata si lecca le dita intravedendo il business. I flussi migratori sono come l’acqua: non importa le barriere che metti, cercheranno sempre un’altra via per passare. Se si chiude la rotta balcanica, come è stato fatto, i migranti cercheranno di entrare in UE da un’altra parte. La prospettiva di rimanere nei loro Paesi dilaniati da guerre, bombe e povertà (causati molto spesso dal mondo occidentale) è di gran lunga peggiore che quella di un viaggio disperato verso la salvezza. Le politiche UE non serviranno a niente, il caos continuerà.

Pareri negativi anche da Eurojust, l’agenzia europea impegnata nella lotta contro la criminalità, che ha espresso enorme preoccupazione riguardo alla situazione turca in particolare per la presenza di personale alle frontiere non preparato, mancanza di una sufficiente legislazione riguardo ai visti e mancanza della magistratura indipendente.

Su una cosa siamo sicuri, quest’accordo non risolverà il problema greco dei rifugiati ma riuscirà a dare respiro alla cancelliera Merkel che dovrà affrontare proprio questa domenica importanti elezioni regionali. Siamo difronte a un accordo europeo, dettato dalla Germania e dalla Turchia, che peserà sulle spalle di tutti i cittadini europei ma che potrà giovare solo la cancelliera tedesca.

L’UE, ancora una volta, si dimostra incapace di rispondere al ricatto turco mostrando tutta la sua debolezza interna: per trattare con l’UE si tratta con Angela Merkel. Il democratico Erdogan detta le condizioni e la fa da padrone, chiede soldi, molti soldi, che non si sa come verranno spesi. Fa specie vedere come l’UE si dimostri agnellino con il dittatore mentre sia stata lupo con l’incapace Tsipras durante le negoziazioni di questa estate. In cambio dei 3/6 miliardi di EUR promessi alla Turchia, Bruxelles chiederà anche le stesse riforme strutturali imposte alla Grecia?