MARCO ZANNI

L’escalation di dichiarazioni - cercata da Renzi e dai suoi uomini nei confronti dell’Unione Europea - fa parte di una precisa strategia comunicativa nel vano tentativo di salvare la faccia e tentare di uscire dalle sabbie mobili nelle quali l’Italia e il governo son finiti. Motivazioni principali?

1- Il possibile rifiuto della Legge di Stabilità 2- le trattative infinite per la Bad Bank

Ai (finti e pilotati) attacchi di Matteo Renzi e Sandro Gozi hanno risposto in rapida successione Jeroen Dijsselbloem (presidente Eurogruppo), Pierre Moscovici (Commissario affari economici) e Jean-Claude Juncker (Presidente della Commissione). Messaggi chiari al governo, la flessibilità di cui potrebbe godere l’Italia è massima ed eccezionale quindi bisogna accontentarsi e non scaricate la colpa sull’UE. Insomma l’UE ha ribadito il concetto-regola che vige nella “casa europea”: più ci si agita più si affonda, proprio come nelle sabbie mobili. Come l’eredità storica di Tsipras insegna “un’altra Europa” non è possibile, bisogna essere disposti e preparati politicamente ad uscire dalla gabbia UE-€.

 

LEGGE DI STABILITA’

Renzi sa benissimo che la probabilità di una bocciatura da parte dell’UE della legge di Stabilità sono elevate. Si troverebbe così costretto a redigere una manovra correttiva con altri tagli della spesa pubblica (sanità, pensioni?) e aumento della tassazione. A quel punto la strategia comunicativa usata prenderebbe senso e Renzi potrà iniziare a urlare e scaricare la colpa sull’UE nel tentativo di salvare la faccia. Non c’è nessuna opposizione vera nei confronti dell’Unione Europea ma solo un mero calcolo politico.

 

BAD BANK

Un’altra motivazione, ben più preoccupante, è la bad bank. I crediti deteriorati sono a livelli record, il Bail-in ha paralizzato e destabilizzato il sistema bancario creando il panico nei risparmiatori e negli investitori (come abbiamo spiegato nei giorni scorsi). In questo quadro, considerata la difficoltà nelle nostre banche e la zoppa quanto inutile e dannosa Unione bancaria, non sono da escludere banche in dissesto che dovranno affrontare il bail-in pieno. La Commissaria Vestager sembra vietare il tipo di Bad Bank proposta da Padoan perché violerebbe la normativa sugli aiuti di stato. Nel caso non si riuscisse a definire una modalità efficiente per liberare i bilanci bancari dai NPL (crediti deteriorati) e la situazione bancaria italiana si aggravasse (cioè emergesse in toto il marcio che si nasconde tra le pieghe dei bilanci), l’UE, tramite la BCE (organo tecnico che stranamente svolge un ruolo politico) potrebbe spingere per una nuova Asset Quality Review (AQR) portando alla luce le vere perdite sui crediti deteriorati, costringere le banche a svalutare e quindi a far emergere grosse perdite d'esercizio che intaccheranno il patrimonio netto. Banca Carige, una delle più mal messe e sotto la supervisione diretta della BCE, aspetta gli ispettori di Mario Draghi. Questi analizzeranno fino all'ultimo cent il portafoglio di crediti deteriorati e, c'è da scommettere, chiederanno ulteriori svalutazioni, come fatto nell'AQR delle banche greche e della portoghese Novo Banco. A quel punto o Carige trova il modo di fare nuovo aumento di capitale (molto improbabile), o trova un compratore, o sarà bail-in. E questo vale anche per altri istituti del nostro Paese. Mi viene tra l'altro il dubbio che le quattro nuove banche create col decreto "salva-banche" (Nuova Banca Marche, Nuova Etruria, Nuova Carichieti e Nuova Cariferrara), nascondano ancora qualche scheletro nel bilancio: non dimentichiamo la vicenda Novo Banco (2 bail-in) e il fatto che le quattro banche non siano sistemiche, quindi sotto supervisione non della BCE ma di Bankitalia, che, come sappiamo, spesso non si accorge (diciamo così), delle falle presenti nei bilanci delle banche che dovrebbe controllare.

Cosa succede poi? Ve l'abbiamo detto tante volte ma ve lo ripetiamo ancora: la crisi del sistema bancario italiano causata principalmente dall'euro (secondo lo schema crisi economia euroindotta ---> famiglie e imprese non ripagano debiti ---> crediti deteriorati a livelli monstre) può spingere l’Italia a chiedere aiuto all’ESM (fondo salva-stati o MES) con l’applicazione della ricapitalizzazione diretta (tramite il Direct Ricapitalisation Instrument, quello usato per le banche greche nel terzo piano di aiuti). Il governo si troverebbe così costretto a richiedere una cifra che può essere stimata in €100 miliardi (ma anche di più). L'erogazione del prestito sarà legata a forte condizionalità di bilancio e di riforme: in parole spicce, l'Italia sarà definitivamente commissariata.